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Team ASD Scatenati 2015

Daniele Del Rosso e i brividi alla Montblanc

Inserito il 16 ottobre 2015 alle 18:00:00 da roberto. IT -

È uno degli ultimi acquisti dell'Onda Nera e proprio in questi giorni ha festeggiato il primo anno con il team. Ha iniziato a sfidare la salita da ragazzino per emulare le gesta del Pirata. Dalle montagne di casa scalate con quella mountainbike che pesava come un cancello al podio conquistato quest'anno a Courmayeur… ne ha fatta di strada!


Daniele Del Rosso in azione alla GF Stelvio Santini 2015. [ph archivio Del Rosso]

Daniele Del Rosso

Nato a: Faenza
Il: 14 luglio 1986

Residente a: Casola Valsenio (Ra)

Stato civile: convivente

Specialità: passista

Altezza: 1,77 m

Peso forma: 68 kg

Attività: fresatore meccanico

Squadre ciclistiche:

2011 AS Ciclosport Poggibonsi (Amatore)
2012-2014 ASD Tosco-Romagnola Rock Racing (Amatore)
2015 KTM ASD Scatenati (Amatore)

Risultati nelle granfondo (podi di categoria e piazzamenti nei primi 10 assoluti):

2015 GF La Montblanc (lungo) - 2° di categoria

16 ottobre 2015 – Faentino di nascita, classe '86, Daniele Del Rosso è uno degli Scatenati più giovani sia in senso anagrafico che in termini di approdo al team. Cresciuto nel cuore dell'Appennino Tosco-Romagnolo, frequenta il mondo delle granfondo dal 2011 e solo quest'anno ha scoperto di trovarsi particolarmente a suo agio nelle gare di alta montagna. Infatti, nonostante si definisca un passista perché - per usare le sue parole - è «troppo pesante per essere uno scalatore», le sue migliori prestazioni della stagione sono arrivate proprio alla GF Stelvio Santini e soprattutto alla Montblanc. Della squadra condivide lo spirito agonistico e l'impegno. Non è un caso se già alla sua prima vera stagione da granfondista ha contribuito a quel grande risultato collettivo che è la conquista del 3° posto nel circuito Prestigio a squadre.

Daniele, come e quando è nata la tua passione per il ciclismo?

Diciamo che io in bici ci sono quasi sempre andato. Da ragazzino non avevo il motorino e mi spostavo in bici. A casa c'era una mountainbike e usavo quella per andare in giro con i miei amici. La vera passione è iniziata nel 2009. Sono sempre stato tifosissimo di Pantani, come tutti, e sognavo di replicare le sue gesta. Dopodiché nel 2009 ho iniziato con la mia prima bici da corsa, un cancello di alluminio pesantissimo, ma facevo meno di 1000 chilometri all'anno.  Nel 2011 ho iniziato a pedalare un po' più seriamente e nel 2012 ho cominciato a mettermi sotto, partecipando a qualche gara e percorrendo 5-6000 chilometri. Solo da quest'anno mi alleno con un po' più di criterio.

Cosa intendi?

Non seguo delle tabelle, ma mio fratello - più vecchio di me di 3 anni - è uno sportivo esperto e ha iniziato a darmi qualche consiglio. Per me è stato un po' come avere un personal trainer.

Che sport pratica e a che livello?

È un podista amatore e prima di infortunarsi era molto forte, correva la mezza maratona in circa 1 ora e 13 minuti. É sempre stato molto curioso, leggeva molto e si confrontava continuamente con altri per trovare nuovi spunti per i suoi allenamenti

Usi qualche strumento tecnologico?

Sì, uso il cardiofrequenzimetro ma solo quando devo caricare. In gara mai, vado a sensazioni.

A livello di prestazione hai avuto dei miglioramenti?

Sì, quest'anno notevoli. Alla Nove Colli 2014 ho impiegato 7 ore e 43 minuti mentre quest'anno col diluvio l'ho finita 7 ore e 04. Col bel tempo sarei potuto scendere sotto le 7 ore.

Ricordo ancora che nella mia prima Nove Colli, nel 2011. Ho sostituito un mio compagno di squadra che non poteva partecipare, avevo 2000 chilometri nelle gambe e ho impiegato 9 ore e 18 o giù di lì. C'era un gran caldo e ho forato due volte, l'ultima alla fine del Gorolo. Non avendo più la camera di ricambio la chiedevo agli altri ciclisti che passavano, finché uno me l'ha lanciata al volo.

C'è un personaggio determinante nella tua "carriera" ciclistica?

Sicuramente il mio idolo era Pantani e anche oggi quando guardo i suo i filmati mi vengono ancora i brividi. Quando vedevo in televisione una tappa delle sue, prendevo la mountainbike e andavo a fare una salita di 2 chilometri per emularlo. All'epoca abitavo a Marradi, in provincia di Firenze.

Oggi in quale tipo di gare ti trovi più a tuo agio?

Le granfondo sicuramente, anche se quest'anno è stata la mia prima volta in gare di alta montagna. La più bella è stata la granfondo Stelvio Santini di Bormio, anche se è stata molto dura perché dalle mie parti non ho salite così lunghe e cosi dure per allenarmi. Dopo il Mortirolo che ti spacca le gambe è già dura arrivare a Bormio. Poi c'è lo Stelvio, una salita che ti divora.

Quanto tempo riesci a dedicare alla bici nell'arco della stagione?

Lavorando con i turni riesco a gestirmi abbastanza bene: d'estate esco per 2-3 ore 4-5 volte la settimana per un totale di circa 10 ore. D'inverno continuo a pedalare ma faccio le 3 ore solo il sabato. In palestra non ci vado, al limite faccio i rulli ma solo se nevica o c'è il diluvio, altrimenti esco.

Come sei arrivato al team degli Scatenati? Come ti trovi nel gruppo?

Tramite Gabriele Ridolfi che era già tesserato con loro: quando nel 2014 si andava in giro insieme, lui me ne parlava proprio bene. Cercavo una squadra competitiva, con l'obiettivo di correre. Professionista non lo sarò mai, ma mi piaceva l'idea di entrare nella mentalità del corridore. Così ho chiamato il presidente che è stato ben felice di accogliermi e da li è cominciato tutto.

Nel gruppo mi trovo splendidamente. All'inizio non conoscevo nessuno e ho fatto un po' fatica, poi piano piano ci siamo avvicinati e alla dell'anno avevo delle belle amicizie.

Alla granfondo Selle Italia hai accompagnato Patrizia Piancastelli insieme a Massimiliano Mordenti e Lucio Portolani. Lo hai fatto altre volte? Com'è correre al servizio di una capitana?

Sono stato con Patrizia anche alla granfondo Davide Cassani. É stata una bella esperienza. Vedendo i suoi risultati degli anni precedenti pensavo che per me fosse inavvicinabile. Poi ho visto che i risultati miei miglioravano ho capito che potevo esserle d'aiuto. È stata una delle mie prime grandi soddisfazioni.

Hai raggiunto gli obiettivi che ti eri posto per questa che è stata la tua prima vera stagione da granfondista?

L'obiettivo era cercare di migliorare le mie prestazioni precedenti, non avevo altre aspirazioni. Sicuramente alla Nove Colli volevo stare sotto le 7 ore e 30 per entrare in prima griglia e poi il Prestigio. Entrambi centrati!

E per il 2016?

Punterò ancora migliorarmi il più possibile senza creami grandi aspettative per non andare incontro a delusioni. Io vado avanti giorno per giorno, gara dopo gara, con l'obiettivo di migliorarmi e vedere dove posso arrivare.

Qual è il tuo ricordo più bello da ciclista?

A Courmayeur, il giorno della Montblanc di quest'anno, quando ho conquistato il mio primo podio. È stata una emozione fortissima, non ci credevo neanche. A un certo punto ho visto davanti a me Stefano  Benci (uno degli scalatori più forti degli Scatenati, ndr) e non ci credevo. L'ho raggiunto e siamo rimasti insieme per un tratto della salita del San Carlo, poi lui se n'è andato perché io ho finito le pile. Ho avuto i brividi dall'emozione per gli ultimi 3 chilometri. Al traguardo ho chiesto la mia posizione a un ragazzo della MySDAM che mi ha detto che ero fra i primi 20. Incredibile!

Complimenti, davvero. E se invece ti chiedessi di raccontarci un episodio particolare della tua stagione?

Sicuramente quello che mi è successo alla Sportful Dolomiti Race. Sul Croce d'Aune, l'ultima salita, ho rotto il cambio e gli ultimi 20 chilometri li ho fatti a piedi.

Per finire, cos'è per te il ciclismo?

Sicuramente un motivo di svago, di stare nel mio per quelle ore in cui pedalo da solo… quando riesco ad arrivare in cima alla salita e dire guarda, ce l'ho fatta anche stavolta. C'è chi mi dice che sono matto a stare 5 ore in giro in bici. Io gli rispondo «non sai cosa ti perdi!» Per dire… la salita del Passo della Sambuca, vicino a casa mia, l'avrò fatta un milione di volte, ma gli ultimi chilometri sono sempre un'emozione.

Per tutto questo devo ringraziare la mia ragazza Laura che mi permette di allenarmi, viene a vedermi a tutte le gare - le ha viste tutte - si alza alle 4 del mattino per far colazione con me e venire a vedermi alla partenza della Nove Colli sotto l'acqua!

Grazie Daniele, in bocca al lupo!

Informazioni:

Gli Scatenati - sito ufficiale

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