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Team ASD Scatenati 2015

KTM ASD Scatenati - Le due scintille di Gabriele Bentivogli

Inserito il 22 settembre 2015 alle 13:00:00 da roberto. IT -

A 27 anni è il più giovane dei granfondisti in forza all'Onda Nera. Pedala da quando era ancora studente, dopo essere stato stregato - per puro caso - dal Tour de France. Anche se il suo terreno sono le granfondo da 150-160 chilometri con altimetria medio-dura e magari con arrivo in salita, la "sua" corsa è la Nove Colli.


Gabriele Bentivogli all'arrivo della Granfondo Stelvio Santini 2015, in cui ha sfoderato una delle sue migliori prestazioni stagionali. [ph archivio Bentivogli]

Gabriele Bentivogli

Nato a: Cesena
Il: 28 giugno 1988

Residente a: Meldola (Fc)

Stato civile: fidanzato

Specialità: passista che si difende bene in salita

Altezza: 1,85 m

Peso forma: 69-70 kg

Attività: operaio metalmeccanico

Squadre ciclistiche:

2010 AVIS Meldola (Amatore)
2011-2015 KTM ASD Scatenati (Amatore)

Risultati nelle granfondo (podi di categoria e piazzamenti nei primi 10 assoluti):

2013 GF San Benedetto del Tronto (lungo) - 2° di categoria

22 settembre 2015 – Un vero combattente ma al contempo una persona pacata, sempre col sorriso sulle labbra. È questa l'impressione che ci è restata dopo la chiacchierata con Gabriele Bentivogli. Quello fra lui e il ciclismo è un amore nato davvero per caso, come per tanti ragazzi. Pedala con continuità dal 2010 e nel 2011 è approdato al team KTM ASD Scatenati. Alla GF dell'Amore di Terni, oltre a pedalare per tutti i 128 chilometri di gara sotto il diluvio, ha forato ma ha comunque sfiorato il podio di categoria centrando il 4° posto fra gli Elite Master. Alla Terre dei Varano di Camerino (Mc) si è tolto la grande soddisfazione di essere il primo Scatenato a tagliare il traguardo, ottimo 29°. Ancora pioggia - ben 4 ore - alla Nove Colli dove è stato l'unico degli Scatenati insieme a Stefano Benci a chiudere sotto le 7 ore, che con un meteo del genere resta un tempo di tutto rispetto. Alla Stelvio Santini ha vissuto un'altra giornata epica:  48° assoluto al traguardo fra i fortissimi compagni Benci (38°) e Biserna (67°). A La Pina Cycling Marathon è finalmente arrivato anche per lui il tanto sudato Prestigio e l'orgoglio di aver contribuito al grandioso risultato del 3° posto degli Scatenati nella classifica a squadre.

Gabriele, come e quando è nata la tua passione per il ciclismo?

Fino al 2005 il ciclismo non lo guardavo neppure. Poi per caso ho iniziato a guardare alla tivù il Tour de France di quell'anno e sono rimasto affascinato dalla sfida Basso-Armstrong. Da lì mi  è partita la scintilla e iniziai con la mia mountainbike da 20 chili a fare qualche giro intorno a Meldola. Avevo 17 anni. Mi davo degli obiettivi: Val di Spino, a 10 chilometri da Meldola; Val di Noce, che per me era una salita abbastanza impegnativa e mi dicevo «devo finirla… devo finirla»; poi Teodorano, San Matteo, Pieve di Rivoschio… erano giri da 40 chilometri ma per me, senza allenamento, con la bici che era quella che era, erano molto impegnativi. Poi a settembre acquistai una bici da corsa in alluminio da Mattia Capece, un ottimo corridore in mountain bike. Andavo in giro ogni tanto, quando mi andava, stando fermo d'inverno. Il sabato uscivo col gruppo di Meldola e facevo fatica a tornare a casa: facevano 100-120 chilometri con delle salite. Io uscivo solo il sabato e al ritorno non riuscivo a fare le scale di casa, anche perché allora ero molto magro, meno di 60 chili.

Dopo la maturità - a giugno 2007 - ho iniziato a lavorare e per due anni non ho toccato la bici. Poi per caso, nel maggio 2009, ascoltando una conversazione fra colleghi ho sentito che uno di loro diceva di essere uscito in bici da corsa e mi è partita la seconda scintilla. Gli dissi «vengo anch'io domani!» e ho iniziato a uscire con lui. A settembre il collega ha ripreso ad andare a caccia e io sono tornato col mio gruppo di Meldola e da lì ho iniziato a uscire regolarmente. Nel 2010 mi sono tesserato con l'AVIS Meldola e ho partecipato a tre granfondo: la Via del Sale, la GF Fondriest e la Nove Colli, tutti percorsi lunghi. Alla Via del Sale sono partito con 1100 chilometri di allenamento in tre mesi, alla fine avevo un gran mal di schiena ma ce l'ho fatta!

É cambiato nel tempo il tuo modo di andare in bici?

Dal 2011 a oggi più o meno è rimasto lo stesso: partecipo regolarmente a una decina di granfondo l'anno, mi alleno in gruppo senza fare mai lavori specifici e mi affido alle sensazioni. Tabelle ne ho viste per la prima volta quest'anno.

Quindi ti appoggi a un preparatore?

Quest'anno per la prima volta. Volevo qualche stimolo in più e ho provato. Le ripetute le facevo da solo ma uscire in solitaria è un grosso sforzo per me. In realtà mi aspettavo di essere seguito un po' di più. È un preparatore molto bravo e conosciuto e sicuramente è anche molto impegnato... però un sms ogni tanto, giusto per sapere come andavano le cose, me lo aspettavo... A questo punto mi scende un po' la catena e preferisco tornare da solo.

A livello di risultati hai notato dei miglioramenti?

Quest'anno sono andato un po' meglio del 2014, ma senza grosse differenze.

C'è un personaggio determinante nella tua "carriera" ciclistica?

Sicuramente tutti quelli che frequento di più, il nucleo meldolese degli Scatenati che da sempre mi danno consigli e con cui mi diverto e sto bene. Poi il gruppo si è allargato...

Oggi in quale tipo di gare ti trovi più a tuo agio?

Diciamo in quelle non troppo lunghe. Pur essendo andato bene nelle Nove Colli, specie in quella del 2013 dove mi sono superato e ho finito in 6 ore e 22, preferisco le granfondo sui 150-160 chilometri, con altimetria medio-dura tipo la GF Stelvio Santini, con arrivo in salita. Io sono una disgrazia in discesa e con l'arrivo in salita c'è una discesa in meno da fare.

Quanto tempo riesci a dedicare alla bici nell'arco della stagione?

Dipende dal periodo. Di solito riesco a fare 4-5 uscite a settimana, sempre solo in bici da corsa, percorrendo in media 16-17000 chilometri a stagione. Da 3-4 anni in inverno vado in palestra senza però mai smettere con la bici.

Come sei arrivato al team degli Scatenati? Come ti trovi nel gruppo?

Era un periodo in cui nell'AVIS Meldola c'erano delle discussioni interne, con il nucleo dei Meldolesi - fra cui io - che non si trovava d'accordo col resto della squadra e ne uscì. In contemporanea nasceva il team degli Scatenati e siamo passati tutti in blocco di là. Con loro mi trovo bene. Oggi siamo diventati tantissimi  e con molti magari ho parlato una sola volta, ma vado d'accordo con tutti. Sono un tipo socievole e chiacchierone, non "un orso alla Magnani" come di ce Stefano (Laghi, il President; nda). Da solo in bici soffro, mi pesa... al massimo riesco a fare due ore. In compagnia invece posso star fuori anche 7 ore. Son fatto così e per fortuna ho trovato la compagnia giusta.

Con qualcuno di loro hai un rapporto particolare?

Sono tutti un po' speciali, ma mi vengono subito in mente Tonino "il Ristoratore", che è anche nostro sponsor; Paolino "il Calcolatore", detto così perché lavora in banca e si gestisce sempre un po' troppo, specie in salita, perché non vuole faticare per arrivare a casa riposato; e poi Poggi che tira ai 50 in pianura; Coveri detto "la Scimmia" per i suoi continui dispetti che non stiamo a elencare sennò facciamo notte.

Che obiettivi avevi in questa stagione? Li hai raggiunti?

Nel 2015 sono andato bene alla GF Terre dei Varano, dove si è fatto male il Presidente, e alla GF Stelvio Santini. L'unica gara che mi è rimasta nel gozzo è stata la Nove Colli, dove abbiamo preso 4 ore di pioggia: con tutta quell'acqua ho perso il gruppo in pianura e dopo 10 chilometri ho dovuto dire addio al tempo...

Devo dire che è stato un anno molto sfortunato: in 50 granfondo nei 4 anni precedenti non ho mai forato, quest'anno invece ho avuto 3 forature in 4 mesi!

Per il tuo futuro da ciclista hai un sogno nel cassetto?

Migliorare il tempo della Nove Colli, che per noi Romagnoli resta la gara più sentita, sarebbe un bell'obiettivo. Non facile ma ci si può puntare.

Qual è invece il tuo ricordo più bello da ciclista?

Tanti giri fatti in compagnia il sabato. Come gara… sempre la Nove Colli 2013. Fui accompagnato in moto da Bulgarelli, il fornaio degli Scatenati: lui va in bici ma la Nove Colli non la fa mai. Mi ha seguito e incitato e moralmente è stato un bell'aiuto. Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a restare attaccato al gruppo della prima donna sul Maiolo, dove vado sempre in crisi. Prima ero agganciato dietro, poi sul Gorolo il gruppetto si è rotto e addirittura sono rimasto nella parte davanti. Poi in discesa - dove non vado bene - ho perso le ruote e di nuovo in pianura a ogni curva perdevo qualche metro. Alla fine a forza di chiudere dei buchi per rientrare ho finito le energie e mi sono staccato in pianura. Ma ormai era fatta!

Infine, cos'è per te il ciclismo?

È relax, perché certe volte sei stanco dal lavoro, non hai voglia di fare niente, ma esci in bici e ti passa tutto. È divertente e mi da un senso di libertà... stare all'aria aperta.. il verde intorno a te... mi dà queste sensazioni qui.

Grazie Gabriele, in bocca al lupo!

Informazioni:

Gli Scatenati - sito ufficiale

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